Come non detto – recensione

Come non detto è l’opera prima del giovane cineasta Ivan Silvestrini. Le intenzioni sono ottime e il coraggio non manca, ma la gabbia del film di genere sta veramente stretta ad una sceneggiatura che avrebbe potuto godere di ben altro respiro.

La critica cinematografica è un genere letterario particolare, in quanto ruota intorno a un prodotto audiovisivo da cui essa nasce e trova giustificazione. Eppure, essa non può fermarsi al ruolo di involucro alfabetico ed essere semplice commento, esposizione elegante di dati tecnici e giudizio di valore complessivo. La critica posa, labile, su fondamenta estetiche, economiche e politiche. Indispensabile, per chi parla di cinema con un minimo di sensibilità e intelligenza, è situare il film in un senso molto più ampio del semplice re-censire.

Il lettore potrà dunque capire come sia complesso scrivere di un film dai risultati ambigui quale è Come non detto, primo lungometraggio a soggetto di Ivan Silvestrini. La storia del film è la storia di un coming out: Mattia (Josafat Vagni) sta per partire per la Spagna, dove ha intenzione di convivere con il suo fidanzato Eduard. Quest’ultimo decide di fargli una sorpresa e venire a Roma per conoscere la sua famiglia, ignaro del fatto che Mattia è un grande bugiardo e non ha mai affrontato la questione con i suoi parenti. A partire da questa molla drammaturgica, la pellicola mostra allo spettatore alcuni scorci della vita di Mattia, dall’accettazione dell’omosessualità al rapporto con la sua migliore amica, interpretata da una brava Valeria Bilello. Tra flashback e peripezie, il film plana verso la sua inevitabile e lungamente prevista conclusione: Mattia troverà il coraggio di dichiarare con orgoglio la propria omosessualità – ormai nota a tutti – nel corso della sua ultima cena, finalmente pronto a cominciare una nuova vita.

Complesso, si diceva, è fare della critica ad una pellicola come questa: l’opera è lodevole nelle intenzioni e nell’etica, e per di più si tratta dell’opera prima di un trentenne, Ivan Silvestrini, che peraltro mostra una notevole scioltezza con la macchina da presa. Sarebbe stupido e ingiusto criticare il regista per un’opera necessariamente immatura, ma che rivela un certo talento soggiacente.

Tuttavia, sul piano estetico il film non pare del tutto riuscito. La commedia, nonostante alcuni momenti decisamente forti e alcune interpretazioni convincenti (oltra alla Bilello, il sottovalutato Ninni Bruschetta, Monica Guerritore e lo stesso Vagni), stenta a reggere nella qualità e indulge troppo spesso nel dettaglio insignificante, nella facile soluzione narrativa. Il rapporto conflittuale con un ex compagno di scuola, la prima esperienza di Mattia al Mukkassassina, le schermaglie amorose con il compagno sono propaggini non necessarie che annacquano la narrazione e cadono spesso nel banale. Il film tradisce l’intento di piacere alla fascia più giovane di spettatori e appassionati: il che è ottimo, ma, a questo prezzo, ne vale la pena?

Quando non indugia nel chiacchiericcio della commedia adolescenziale, la pellicola si perde macchiettismo dei (troppi) personaggi – la nonna ultraottantenne ossessionata dall’igiene, la drag queen presa di peso dal manuale degli stereotipi italioti, la madre frustrata dal padre fallocrate e priapico. Si dirà, le commedie hanno bisogno di personaggi e sono eminentemente teatrali, che non si tratta di un difetto. Tendenzialmente vero. Eppure, la leggerezza eccessiva da commedia all’italiana mal si adatta al tema trattato: l’omosessualità e il coming out, temi assai complessi e degni di un approccio meno sbrigativo, sembrano tratti posticci applicati a un canovaccio standard, privo di originalità.

Fare dei buoni film è difficile. Fare una buona commedia, che non cada nel ridanciano e nel tradimento della realtà, è impresa titanica. Che Silvestrini abbia delle capacità è assodato: aspettiamo l’opera seconda per averne una cifra più completa, nella speranza di non dover attendere tempi biblici.

(scritto per Doppioschermo.it)

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...