I bambini ci guardano, di nuovo.

I cinefili lo conoscono certamente: I bambini ci guardano è un bel film di De Sica, del ’43. Fa parte di quel gruppo di pellicole proto-neorealiste che, prima della fine della guerra, hanno gradualmente eroso l’immaginario audiovisivo generato dal cinema fascista e dai “telefoni bianchi”. L’infanzia è, nella sua sregolata anarchia, la perfetta negazione della disciplina fascista e dell’ideologia in generale.

La storia della rappresentazione di bambini e giovani nel cinema è vecchia quanto il cinema stesso. Uno dei primi film dei fratelli della storia del cinema mostrava proprio il momento della pappa per il figlio di August Lumiere. Il ruolo dei bambini nel cinema del secondo dopoguerra è difficile da sottostimare. E poi… il meraviglioso Ballon rouge di Lamorisse. I quattrocento colpi. Si potrebbe continuare per ore.

I bambini sono pura fotogenia. L’occasione ideale per giocare con l’immagine-tempo, il MacGuffin perfetto (!) per una epoché radicale, per la messa in discussione dell’ambiente tour court. Nella loro fragilità e difficoltà ad esplorare liberamente lo spazio, i bambini sono occhi che spazzano le strade e le pianure. Sembra naturale, per la macchina da presa (e per il regista dietro di essa, che cerca di battere nuove vie), seguire le orme di un bambino, reale o diegetico che sia.

Correndo, agendo in modo non prevedibile o sfidando le norme dell’intelligenza sociale o del pudore, il bambino nel cinema è evento nel suo farsi, pura immagine in movimento. Destabilizza e reinterpreta lo spazio. Per dirla alla Castoriadis, mette in discussione l’assetto sociale e la norma prestabilita, libera la creazione di nuovi significati. Non a caso, neorealismo e Nouvelle Vague hanno prestato grande attenzione a questo aspetto della cinema-infanzia. Bambino come araldo del nuovo, alternativa e speranza.

Perché tutta questa tirata? Una semplice osservazione. Tre registi italiani hanno esordito in modo davvero promettente nel cinema a soggetto, l’anno scorso: Ivan Cotroneo, Alice Rohrwacher e Andrea Segre. E due su tre (i primi due) hanno scelto dei protagonisti molto giovani: bambini o ragazzini. I due film di cui parlo, assolutamente da vedere, sono La kriptonite nella borsa e Corpo celeste. In entrambe le opere, il mondo degli adulti e i suoi miti e riti ormai desueti sono interrogati con grande veemenza dallo sguardo dei ragazzini. Il vecchio mondo – la cultura provinciale, i vizietti del popolino e della borghesia sempre più pasoliniana, l’immaginario permeato dalla televisione, la religione – si dissolve in una cacofonia senza regole. Il tessuto del mondo si sfilaccia con una facilità disarmante.

Come in una poesia di Zanzotto, il mondo non è mai completamente a fuoco: è interamente dietro il linguaggio, si perde nell’onomatopea e nelle assonanze. Oppure è davanti al linguaggio: nell’oceano del phaneron, pura impressione. Il mondo è sempre distante, può essere tollerato solo se filtrato da fantasia o alienazione. I ragazzini, protagonisti assoluti di queste pellicole, aleggiano come presenze estranee sul paesaggio, davanti o dietro al mondo. Comunque, c’è uno scarto. Che è poi lo scarto del cinema, come rielaborazione soggettiva del mondo.

Due film stilisticamente così diversi, ma così vicini nella voce, potrebbero essere una coincidenza. O forse no. Forse sono il segno sanguinante di una ferita nel mondo e nel cinema che lo guarda. I bambini-cinema, avatar di pura osservazione nell’atto del suo farsi, potrebbero essere guardati come simboli viventi di una trasformazione. La crisi è anche opportunità (i sinologi lo sanno bene). Rimettendosi in discussione in modo radicale, il cinema offre una speranza di rigenerazione e di rinascita.

Forse, il cinema italiano dei prossimi anni ci riserverà piacevolissime sorprese.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...