Fine della pacchia?

Lunedì si ricomincia con le lezioni. Mi stavo abituando all’autogestione delle mie giornate, la mattina relax o lettura libri, il pomeriggio cinese classico o calligrafia, la sera film o altro studio assortito. E’stato un periodo produttivo, ma era ora che finisse: la mattina mi alzo sempre più tardi, buon indizio del fatto che ho bisogno di qualche stimolo nuovo.

Il tempo libero è stato comunque utile: soprattutto, ho potuto leggere molto, cosa che nel primo semestre mi era preclusa.

Ho finito di leggere He’An 河岸 di Su Tong 苏童, romanzo molto meritevole anche se parecchio complesso dal punto di vista linguistico. Ora devo finire un altro libro cominciato mesi fa sulla cultura di genere nella Cina tradizionale, una mattonata improponibile ma molto istruttiva. E’difficile comprendere, per dire, il matrimonio in Cina o la posizione sociale della donna senza passare per Confucio (e soprattutto per tutta la sua progenie di bacchettoni frustrati).

Altro libro che sto leggendo è Xu Sanguan Mai xue Ji 许三观卖血记(nell’edizione italiana: Cronache di un venditore di sangue), di Yu Hua 余华. Molto facile, si legge con piacere. Ha uno stile particolare, e Yu Hua può piacere o meno. Ma per gli studenti di cinese il suo linguaggio semplice e piano è una manna.

Ieri è finita la festa di primavera. Gli studenti stanno tornando in università, i negozi stanno riaprendo. E’ stato strano vivere in una città fantasma nelle ultime due settimane, ma ora il Caos sta riponendo di nuovo le sue grosse terga sul trono di Chongqing. Bentornato.

Altro da dire? Dopo mesi di trepidante attesa, è finalmente arrivata la moka (grazie Tommi!). Finalmente un caffé decente. Mi è mancato molto. Finalmente posso godermi una colazione degna di questo nome, altro che mantou e pappetta nera di cereali.

Si è parlato di caffè. Per par condicio, un accenno anche al té. Consiglio vivamente la varietà Tie Guanyin 铁观音(sorta di Iron Maiden del té cinese). Molto piacevole, un aroma molto particolare. Ancora non ho capito bene se i cinesi lo considerano té verde o rosso, ma chissene. Se vi capita tra le mani, approfittatene.

 

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