Campus Life

Non ho ancora avuto occasione di scrivere come va la vita universitaria, qui nel campus della Chongqing Daxue. Potrebbe essere un buon momento, considerato che ci vivo da quasi tre settimane…

Mi sono da poco trasferito. Fino a qualche giorno fa vivevo in un hotel adibito a dormitorio per chissa` quale strana ragione, con le stanze piccolissime e un solo tavolo per una camera doppia – non l`ideale per lo studio, insomma. Dopo interminabili code e diversi moduli di richiesta andati a vuoto, finalmente io e il mio coinquilino belga ci siamo trasferiti nel dormitorio vero del campus, quello costruito in pieno comunismo, sei piani senza ascensore, costruito in cima a una collina la cui unica via d`accesso e` una scalinata infinita e diversi minuti di salita. In compenso, le stanze sono molto grandi e comode, la cucina comune e`ben attrezzata e in generale l`atmosfera e`molto piu`amichevole e intima rispetto al vecchio hotel (che, per inciso, si e`conquistato diversi nomignoli, da Mosquitoland a Laji Binguan, ove Laji sta per spazzatura…). Con 38 gradi all`ombra, raggiungere la nostra camera dopo le lezioni e`un`impresa eroica, ma sono comunque soddisfatto.

Le lezioni di cinese si tengono il mattino nelle`edifcio principale, ardita opera architettonica di venti e piu`piani con tanto di cortile interno e giardini pensili. Tecnicamente non sarei iscritto, dal momento che la borsa di studio e`per i corsi di cinema. Per cui, mi sono imbucato. Sono lezioni impegnative ed occupano tutta la mattina cinque giorni su sette, senza contare la mole di compiti ed esercizi. Ma` e`molto utile per il mio cinese, per cui accetto di buon grado. Tre pomeriggi a settimana sono invece dedicati ai corsi di cinema, nei quali per il momento non capisco assolutamente nulla. Parlano tutti cinese, ed e`un cinese del tipo cattivo. L`atmosfera in classe e`completamente diversa: quaranta studenti in un`aula minuscola,  le finestre (meglio: la finestra) chiuse e il docente che fuma come un turco. Ci sara` da farci l`abitudine…

La zona e`molto piacevole, mi trovo a quindici minuti a piedi dalla piazza Sanxia, uno dei tanti “centri decentrati” di questa citta` folle. Come se una figura geometrica avesse cinque o sei baricentri. Qui a volte e`veramente difficile capire dove ci si trova. Il centro decentrato non e`nemmeno una piazza, in effetti. E`piuttosto un reticolo di piazze, cunicoli e piazzette sotterranee, messe insieme da una colata di cemento e piastrelle e un congruo numero di sotto e sovrapassaggi. Al solito, nella tentacolare Chongqing e`facile perdersi. Ci si puo`perdere persin0 a pochi metri dal dormitorio, quando ci si inerpica tra le case diroccate con una pendenza di quaranta gradi e si scopre che quella vietta porta in realta` da un`altra parte. Il senso dell`orientamento va completamente fuori uso, da queste parti.

E il cibo? Nel campus A, dove mi trovo,  non e`un problema: ci sono nove gigantesche mense dove si puo`mangiare a volonta` per 5 o 6 yuan. La qualita` della carne e`discutibile, ma in generale non sono ancora andato in collasso da crisi proteica.

Al di fuori del campus ci sono miriadi di ristorantini e localucci dove mangiare. Ancora non ho mangiato la hotpot locale, il piatto tipico del Sichuan a base di… generica roba piccante. Ho provato invece la ganguo 干锅,che suona piu`o meno come “drypot” in inglese. Molto simile alla hotpot, e altrettanto violenta, e`unpiatto a base di carne, patate (di solito) e quantita` improponibili di peperoncino, il tutto servito su un fornello a gasolio per assicurarsi che il tutto continui a bollire durante tutto il pasto. Fa un certo effetto mangiare la drypot la sera, sembra quasi la parodia di una cena a lume di candela…

La internet room del dormitorio, da cui scrivo ora, e`uno dei posti piu`desolati della terra, con trenta computer scassati di cui due o tre funzionano a dovere, tantissima polvere, scotch per tenere insieme le sedie e una bambina che gioca con il pc del responsabile. Eppure ha un certo fascino, un po`come l`atmosfera del campus stesso dove sono stati ammassati insieme edifici universitari, carrozzerie, scuole guida e persino fabbriche per la lavorazione dei metalli. Nel campus ci sono anche diversi condomini in condizioni non esattamente ottimali, con le sbarre alle finestre, vestiti penzolanti tra un edificio e l`altro manco fossi a Genova o Napoli e un sacco di galline per strada, il tutto a pochi metri dal severo e marmoreo complesso dell`accademia del cinema, tutto bianco e corredato di colonne e cupola stile San Pietro sulla cima.

A proposito di animali: il campus e`pieno di cani e gatti, molti dei quali senza padrone. Sono veramente numerosissimi, la sera in particolare puo`capitare di incontrare un gruppo di cani affamati aggirarsi tra i tavoli di un ristorante o per strada alla ricerca di cibo. Immagino che la moda di allevare un animale domestico, da queste parti, sia stata da taluni male interpretata…

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2 risposte a Campus Life

  1. Tommi ha detto:

    Di’ un po’, se dovessi scegliere un posto per fare un dottorato di ricerca in Cina, consiglieresti Chongqing?

    • kongming86 ha detto:

      Dipende da quello che cerchi. Se vuoi il caos e l’anarchia assolute, Chongqing è un’ottima scelta. Se vuoi aria pura e tanto verde, strade decenti e così via, punterei decisamente verso altri lidi…

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